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 Tutti pazzi X l'etna: Enea Fiorentini ed il suo viaggio vulcanico

Escursionisti famosiAll’Etna... all’Etna...

(La nuova esperienza di cammino in Sicilia con gli amici della GM di Roma, in varie località dell’isola e con la salita all’Etna)

Escursioni organizzate dalla "Giovane Montagna" - sez. di Roma (28 Giugno - 1 Luglio 2007)

Appunti di viaggio sulle escursioni in Sicilia - Cronaca a cura di Enea Fiorentini (sez. G.M. di Roma)

Il Cratere Grande di sud-ovest dell’Etna (Foto di E.Fiorentini)

Premessa

Avevo notato, sul notiziario GM di marzo ’07, l’interessante proposta delle escursioni in Sicilia che prevedevano anche la salita all’Etna. Durante i miei prolungati soggiorni, per lavoro, sull’isola, non avevo mai trovato l’occasione giusta per questa salita e quindi l’iniziativa della GM di Roma m’interessava. Una telefonata di Luigi (uno dei due DdG), nella quale mi erano stati spiegati alcuni dettagli, mi aveva convinto a partecipare e ad affrontare il lungo viaggio, nel mio caso lunghissimo, da Aosta a Siracusa e ritorno. Avevo calcolato di viaggiare sui treni di Trenitalia per circa 20 ore sia all’andata che al ritorno, ma le vicende reali hanno comportato un mio soggiorno più lungo tra i binari della rete ferroviaria italiana.

Il viaggio di andata in treno e l’incontro con gli amici e soci GM

Mercoledì 27 giugno 2007

Qualcuno degli amici romani mi ha chiesto di raccontare la storia del viaggio in treno. Io ne approfitto e comincio il racconto dall’inizio del mio viaggio, dalla partenza da Aosta.

State seduti e mettetevi comodi...

Da qualche tempo non frequentavo le ferrovie italiane, forse anche perché ero al corrente dei vari disagi che i viaggiatori lamentavano ormai da tempo. In questa particolare occasione ero costretto ad utilizzarle, non solo per il voluminoso bagaglio che portavo con me, ma soprattutto poiché dovevo incontrare gli altri amici a Roma e prendere posto con loro su un vagone-cuccetta del treno diretto in Sicilia.

Era previsto un comodo viaggio notturno che avrebbe dovuto rilassarci e renderci pronti per le visite mattutine a Siracusa prima del nostro avvicinamento verso il vulcano Etna.

Il mio viaggio è iniziato ad Aosta alle ore 8,30 del 27/6 e, appena dopo 10 minuti dal suo inizio, ho cominciato a sentire il messaggio radio di bordo: " Il treno ha un ritardo di 5 minuti. Ci scusiamo con i viaggiatori ".

Mi sono messo a ridere, pensando che anche al nord, dopo appena 10 minuti di viaggio, un treno potesse accusare 5 minuti di ritardo, oltretutto percorrendo una linea ad unico binario senza altri treni all’orizzonte. La scelta della "privatizzazione" del trasporto ferroviario in Italia, evidentemente, non doveva essere stata fatta per il miglioramento del servizio, per il comfort dei viaggiatori sui vagoni e per il mantenimento dell’orario programmato.

Ad ogni successiva stazione, il messaggio si ripeteva e mi sorprendeva costatare quanto quest’aspetto tecnologico così assiduo della comunicazione fosse però così drammaticamente in contrasto con il continuo incrementarsi del ritardo: " Il treno ha un ritardo di 8 minuti... Ci scusiamo... " .

Mi veniva da rispondere: " Ma chiacchiera di meno e recupera questo stupido ritardo... del treno e non del " ma, nonostante le mie elucubrazioni, il ritardo all’arrivo a Torino si era mantenuto attorno ai 10 minuti. Non male per una tratta di 120 km, percorsa in 2 ore.

Il ritardo accumulato, ad ogni modo, non era stato di dimensioni tali da impedirmi di raggiungere il treno diretto a Roma, in partenza alle ore 11.

In questa nuova tratta, si sono ancora succeduti i comunicati sul ritardo del treno, intervallati con quelli dell’avviso dell’apertura del servizio ristorante per il pranzo a bordo e del servizio caffè, ma la mia attenzione era ormai presa dalla lettura di un libro scritto da un amico e socio GM, poiché ero sicuro che il treno delle 21,18 da Roma a Siracusa, non mi sarebbe sfuggito.

Così, l’arrivo a Roma previsto per le ore 18,14, si realizza felicemente alle ore 18,55, con pochi disagi per me e con qualche mugugno e protesta dei viaggiatori che avevano perso le loro coincidenze.

Nell’attesa dell’arrivo degli altri partecipanti romani, ho fatto un piccolo spuntino nel buffet della stazione di Roma Termini. Poi, dalle ore 20,30 un po’ alla spicciolata e a gruppetti, tutti gli amici sono arrivati con zaini e borsoni vari. Saluti calorosi e abbracci si sono susseguiti alla testata del binario del treno per la Sicilia.

All’arrivo del nostro convoglio, siamo saliti sulle carrozze assegnate e abbiamo raggiunto le nostre cuccette, facendo sloggiare qualche persona che le aveva erroneamente occupate prima di noi.

Sistemati i bagagli e preparati i letti per la notte, finalmente ci rilassiamo e iniziamo a chiacchierare tra noi attendendo l’imminente partenza. Il treno parte in orario e tutti si preparano per la notte, quasi subito si forma la solita coda per l’accesso alla toilette e al lavabo per le pulizie personali.

Appena dopo le 22, dopo meno di un’ora di viaggio, il treno fa una prolungata sosta alla stazione di Latina.

Non c’è alcuna comunicazione a riguardo. Ho pensato che ciò fosse dovuto all’ora tarda e alla sensibilità del personale delle ferrovie per i viaggiatori che si fossero già messi a letto.

Il personale viaggiante contattato da noi, tra cui il capo treno, però non ne sa nulla. L’attesa si protrae sempre di più e alcuni viaggiatori cominciano a dare segni di nervosismo; si sentono alte grida, forse provenienti da quelli che sono seduti nelle carrozze normali e non sdraiati sulle cuccette.

Dopo oltre 1 h 30 min d’attesa, si viene a sapere che c’era stato un incidente alla stazione di Formia, sulle linee di tensione che alimentano le motrici dei treni, forse una tranciatura di alcune di queste.

Dopo un’altra estenuante attesa, attorno alle ore 1 di notte, il convoglio riprende il suo cammino, prima a velocità ridotta e poi con una buona andatura e, mentre ci ritiriamo sulle cuccette, molti di noi sperano in un recupero almeno parziale delle 3 ore di ritardo appena accumulate.

Giovedì 28 giugno 2007

Il resto del viaggio d’andata non ha storia, sennonché il ritardo al nostro arrivo alla stazione di Siracusa, alle ore 11,40 circa, si è mantenuto sulle 3 ore.

Ringraziamo le ferrovie per quest’efficienza e per il fatto che tutti i gabinetti del traghetto (sempre delle ferrovie) fossero impraticabili, che le 20 brioches del bar per la colazione mattutina si siano velocemente esaurite lasciando agli altri avventori la disponibilità di tortine e croissants forse dell’antica Grecia e, soprattutto, per il fatto che l’unico sottopassaggio della stazione di Siracusa fosse completamente ricolmo d’acqua sporca (è incredibile con una temperatura esterna di oltre 40 gradi), fosse quindi inutilizzabile e che ciò ci abbia costretto a trascinare i nostri voluminosi bagagli in un lungo giro tra le banchine ferroviarie fino in fondo alla testata dei binari, prima di guadagnare l’uscita dalla stazione con un bellissimo percorso a "U".

Siamo finalmente fuori.

Se non fosse anch’esso sporco, bacerei l’asfalto all’esterno della stazione!

Con grande abilità, i due DdG Luigi e Filiberto avevano comunicato alle guide locali questo ritardo ed era stato organizzato un nuovo programma di visite alla città.

Alla stazione di Siracusa, il gruppo si completa con i partecipanti che ci avevano preceduto di alcuni giorni nella partenza da Roma.

Chi sono stati i partecipanti?

Oltre alle molte guide locali che, di volta in volta, si sono avvicendate per il nostro accompagnamento, hanno partecipato a tutte le escursioni 28 persone (di cui 23 soci della GM di Roma e 5 non soci), precisamente: Aldo, Alessandro, Andrea, Anna, Beppe, Bice, Carlo, Claudio, Colette, Dario, Elena, Elsa, Enea, Eugenio, Fabrizio, Filiberto, Gianni, Giorgio, Giuliana, Lillina, Luigi, Marco, Mario, Maurizio 1°, Maurizio 2°, Paolo, Remigio, Silvia. Giuseppe (Geppi) Lombardo, [1] grande esperto locale del "mondo" dell’Etna, è stato sempre con noi nelle escursioni e ha coordinato l’attività delle altre guide e dell’intero gruppo per tutta la durata della nostra permanenza in Sicilia. Lo ringraziamo ancora, da queste righe, per la sua bravura, competenza e amicizia. Un grande GRAZIE va ovviamente anche a tutte le altre guide e ai vari autisti di pulmini e di fuoristrada per tutto il loro servizio svolto magistralmente per agevolare le nostre escursioni.

Per il seguito del racconto. - Clicca qui

Il viaggio di ritorno...

Entriamo nella grande stazione di Messina che, a parte la zona bar, si presenta deserta con tutti gli uffici chiusi. Ci sistemiamo sulla banchina e qualcuno ci avverte della novità. Il treno delle ore 22,00 proveniente da Palermo, che aspettavamo con trepidazione, ha già un ritardo di 1 ora e 10 minuti. Nessuno ci dà spiegazioni in merito.

Intravediamo una porta socchiusa nell’ufficio del traffico ferroviario, mettiamo dentro la testa e chiediamo qualche spiegazione.

La risposta è carica di fastidio e di maleducazione. "Andate a chiedere spiegazioni allo sportello -Accoglienza Clienti- della Stazione...", ben sapendo che è chiuso chissà da quanto tempo.

Siamo in balia di un servizio "non-servizio", in sostanza di un muro di gomma che tratta i clienti come persone indesiderate e fastidiose.

Ogni tanto torniamo a vedere il tabellone e il ritardo aumenta ancora: da 1 ora e 10 min. passa a 1 ora e 20 min. poi ancora a 1 ora e 30 min. e, alla fine, ci mettiamo il cuore in pace e non andiamo più a controllare.

Sembra proprio una presa in giro.

Lascio che sia il giovane Andrea, aiutato da Giuliana a scrivere il resoconto di questa attesa in una falsariga comico-tragica e vi rimando al suo racconto qui accluso: la "Lettera a Trenitalia", per conoscere ulteriori e ilari dettagli.

Come Dio vuole, attorno alle ore 00 e 30 min, veniamo avvisati del prossimo arrivo del nostro treno.

Ci spostiamo sul binario giusto con i nostri bagagli e ci disponiamo nell’attesa. Il treno arriva con tutta calma e finalmente possiamo prendere posto sulle nostre cuccette.

Il treno rimane fermo un bel po’ e non si può andare alla toilette, mentre lo scompartimento contiguo al nostro è allagato per una perdita d’acqua nell’adiacente locale del lavabo.

Ci siamo guardati e abbiamo sussurrato: "Bene! Siamo a casa, riconosciamo l’efficienza dell’andata...".

Sempre con molta calma, il treno cambia motrice e comincia a spostarsi avanti e indietro per raggiungere la banchina marittima per l’imbarco. Un po’ alla volta il treno è sezionato e infilato sul traghetto.

Quando il nostro vagone si ferma nella pancia del traghetto, a turno saliamo sulla plancia superiore, per lavarci un po’ meglio nei bagni del traghetto (alcuni guasti e sporchi) e per prendere un po’ d’aria fresca, poiché nel vagone, durante questo transito, è stata tolta l’aria condizionata e quindi si muore dal caldo.

Ammiriamo per l’ultima volta la costa messinese illuminata, mentre ci allontaniamo e ci avviciniamo a quella calabrese. Sempre con la stessa calma, avviene lo scarico dei vagoni a Villa San Giovanni e la loro ricomposizione in un unico convoglio.

Sono circa le ore 2 quando il treno riparte finalmente verso Roma e noi ci ritiriamo nelle cuccette senza tener conto delle ore di ritardo. La notte passa tranquilla e raggiungiamo la stazione Termini di Roma alle ore 9 circa di lunedì 2 luglio. Saluto gli amici che sono quasi... arrivati a casa ... e mi avvio al binario del treno per Torino, il mio viaggio non è ancora finito. Sono fortunato, anche il treno per Torino ha una mezz’ora di ritardo e quindi non ho problemi per prenderlo. Mi fermo alla testata del treno e mi metto in attesa di Rino che mi sta raggiungendo per consegnarmi alcune copie della nostra guida francigena... Egli mi raggiunge e facciamo quattro chiacchiere nell’attesa del mio convoglio. Finalmente il treno arriva, saluto Rino e salgo a bordo.

Parto alle ore 10 e 40 min e mi metto il cuore in pace, mi aspettano ancora 8 o 9 ore di viaggio. Il viaggio di ritorno al nord non ha storia e arrivo a Torino.

Grazie al ritardo accumulato, perdo la più favorevole occasione per il treno delle 17,30 per Aosta. Mi tocca aspettare ancora un’ora.

Salgo sul secondo treno e, alle ore 18,25, lascio Torino per raggiungere la stazione di Aosta alle ore 20,40. Anche questa volta ho rischiato di battere il record delle 24 ore in treno!

Grazie ad un mio amico che mi aspetta alla stazione, riesco a far trasportare i bagagli e il sottoscritto rapidamente a casa.

La conclusione di questa Cronaca

In conclusione di questa "Cronaca", non posso dimenticare di inviare il mio saluto a tutti gli amici romani che sono stati i miei compagni in questa occasione. Posso dire che è stato un gran piacere di incontrarvi ancora in una bella occasione di cammino insieme. Inoltre, non posso terminare questo testo senza inviare un grande "Grazie" agli organizzatori di questo viaggio, Filiberto, Luigi e Geppi e a tutte le guide locali che ci hanno fatto conoscere dei posti "unici" della Sicilia orientale. Se nel futuro organizzerete ancora escursioni di questo tipo, sarò ancora con voi.

Enea Fiorentini (Sezione GM di Roma) (Cronaca finita di scrivere ad Aosta il 23/7/2007 - Aggiornamento foto del 1/7/2008)

Il testo è stato tratto dalle pagine ufficiali del sito di Enea Fiorentini - http://www.eneafiorentini.it

Un amico che etnino ha avuto la fortuna di conoscere su internet proprio grazie a questo racconto.... Una coincidenza che ci ha permesso di sfogliare le pagine del suoi sito interessantissime e tutte dedicate alla natura, e ovviamente alla Montagna....

Tante le notizie interessanti i suggerimenti che potrete trovare nel sito... Vi consiglio di dare un'occhiata...



Nota:

Il testo è stato tratto dalle pagine ufficiali del sito di Enea Fiorentini - http://www.eneafiorentini.it




 
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